Lombalgia: un problema diffuso.

La lombalgia, il mal di schiena, rappresenta, nel mondo industrializzato, una delle prime cause di ricorso al medico di base e colpisce soprattutto i giovani, trenta-quarantenni.

Si calcola che fra il 70 ed il 90% delle persone accusa almeno un episodio di lombalgia nel corso della sua vita. Ogni anno una percentuale variabile fra il 15 ed il 40% della popolazione soffre di dolore lombare e, nello stesso periodo, le persone che presentano un nuovo episodio sono circa una su venti.

La lombalgia rappresenta una delle prime cause di assenza dal lavoro con un costo delle cure stimato, negli Stati Uniti, di circa 20 miliardi di dollari, cifra alla quale devono venire aggiunte tutte le spese da mancata produzione. Secondo l’ISTAT l’8,2% della popolazione ha riferito, nel 1999, di essere affetto da lombosciatalgia (7,3% maschi e 9,3% femmine).

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Non tutte le lombalgie sono uguali, bisogna innanzitutto distinguere le forme acute da quelle croniche. In entrambi i casi le cause sono molteplici. Le prime generalmente guariscono in breve tempo (in media fra i 4 ed i 7 giorni), le seconde possono durare per tre mesi ed anche molto di più.

Le cause croniche sono molteplici e di conseguenza le terapie che possono essere proposte. Si va dal semplice intervento educativo/informativo a tecniche che richiedono una preparazione specifica (terapia manuale, esercizi), fino ai recenti approcci multidisciplinari che si sono evoluti a partire dall’esperienza, quasi sempre positiva, delle Back School. Una tecnica parzialmente invasiva inventata in Spagna, la neuroreflessoterapia, per il momento studiata e praticata soltanto lì, sembra dare ottimi risultati nel controllo del dolore per almeno 6 – 12 mesi. Da noi comunque non è ancora disponibile, e anche negli altri paesi europei viene vista a volte con un po’ di scetticismo (forse ingiustificato).
Quando prendiamo in esame diagnosi specifiche come ernia del disco, stenosi vertebrale, dove la lombalgia è associata a dolori irradiati lungo il decorso dei nervi degli arti inferiori, l’indicazione chirurgica, pur non essendo quasi mai una prima scelta o un’urgenza, rimane un’alternativa possibile dopo 6-12 settimane di sintomi che non migliorano in altro modo, come nei casi in cui sia associato un deficit neurologico (sensitivo o peggio motorio).
Il miglioramento delle tecniche conservative dovrebbe portare a una ulteriore riduzione degli interventi. 

Ovviamente tutto quanto può aiutare a prevenire o a trattare le forme suscettibili di miglioramento deve essere preso in attenta considerazione.
In questo mio elaborato potete trovare delle considerazioni sulla lombalgia che colpisce particolari ambiti lavorativi camionisti, conduttori di mezzi agricoli ed in particolare personale di volo, sia su elicotteri, sia su aerei ad alte prestazioni. (clicca qui). Troverete anche alcune indicazioni su alcuni semplici esercizi che possono essere svolti autonomamente e che hanno dimostrato una buona efficacia nel contrastare la lombalgia.

Autore: Fulvio Di Cosmo

Medico chirurgo. Specialista in chirurgia vascolare, ortopedia, medicina dello sport. Master in Medicina Legale. Perfezionato in Medicina Aeronautica e Spaziale.